La tendenza alla diversificazione di cui parlavamo spiegando come investire 10.000 euro in tempi di crisi dovrebbe essere ancora più marcata nel caso in cui la nostra disponibilità sia decisamente superiore, diciamo non inferiore ai 50.000 euro.
Pur trovandoci di fronte ad un portafoglio da considerare di piccolo, diciamo di taglio inferiore ai 10.000 euro, non vengono meno le esigenze di diversificazione tipiche del patrimoni più consistenti sebbene, come facilmente intuibile, cambino radicalmente gli obiettivi e le durate degli investimenti.
I cassettisti sono, per definizione, gli speculatori che non movimentano affatto il proprio portafogli di investimenti e che attendono, con pazienza, che giunga a naturale scadenza. Questa filosofia si basa sul fatto che, specialmente gli investimenti azionari, necessitano di lunghissimi periodi di tempo per rivalutarsi. Inoltre vi è da affermare come, taluni investimenti, necessitino d’arrivare a conclusione prima di essere valutati e giudicati.
Dopo aver analizzato con attenzione i possibili investimenti di questa seconda parte del 2011 e aver proposto un portafoglio a rischio basso per il 2011, vogliamo continuare questa nostra disquisizione elargendo consigli, che speriamo troverete utili, confacenti al vostro specifico caso e tutt’altro che boriosi, per la costruzione, giorno dopo giorno, di un ideale portafoglio a rischio medio per il 2011.
Uno dei principali valori che lo speculatore accorto valuterà con la massima attenzione per la scelta dell’investimento più vantaggioso è, sicuramente, il dividend yield ovverosia quel valore percentuale che indica il rapporto tra la cedola conseguita e l’ultimo prezzo noto dell’azione (andamento listini azionari nel 2011).
Investire nel meraviglioso mondo di Facebook, purtroppo, non si può. La famosa azienda di Palo Alto, leader nel settore dei social media, almeno sino al 2012, non approderà in Borsa.
Warren Buffet, l’oracolo di Omaha, il terzo uomo più ricco del mondo nonché lo speculatore più intelligente del secolo che, grazie alle proprie innovative, concorrenziali e in controtendenza strategie, è riuscito a trasformare la piccola ed insignificante azienda tessile e manifatturiera Berkshire Hathaway nella holding da oltre 100 milioni di dollari che noi tutti conosciamo, è tornato su alcune scottanti questioni di questo 2011.