Andamento dei listini azionari nel 2011

di Vito Verna 1

I mercati azionari più convincenti, nel 2011, sono quelli dello zoccolo duro dell'area-euro e dei paesi emergenti. Attenzione, però, ai bruschi mutamenti macroeconomici, vera bilancia dell'andamento dei listini.

Gli andamenti macroeconomici, mondiali e particolari, influenzeranno più di ogni altro fattore, così come avvenuto nel 2010, gli andamenti dei listini azionari.

Più che i settori di appartenenza, dunque, o i fondamentali delle aziende, conteranno l’evoluzione economica delle nazioni presso le quali le imprese sono residenti nonché l’esposizione debitoria delle aree geografiche di esportazione.


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Stando così le cose, e non vi sono dubbi che gli analisti più esperti vi abbiano visto giusto, i Paesi con un alto o altissimo debito saranno decisamente vulnerabili anche sul mercato azionario mentre le grandi imprese dello zoccolo duro dell’area-euro (specialmente se impegnate nella produzione di beni di consumo o di beni d’investimento) potrebbero fornire ottime prestazioni e garantire sostanziosi rendimenti.

A pesare sulla valutazione, però, vi è la valutazione stessa.

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Considerando, infatti, la strategica importanza dell’andamento macroeconomico, si potrebbe assistere a brusche, violente, improvvise, incontrollate inversioni di tendenza, al minimo accenno di crisi o di ripresa economica, sebbene, sul lungo periodo, la crescita possa venir considerata consistente.

Come abbiamo più volte cercato di ricordare, infatti, il panico è uno di quei fattori che potrebbe garantire il fallimento dell’investimento poiché indurrebbe lo speculatore a vendere, frettolosamente ed anzitempo, senza curarsi del fatto che la bontà di una qualsiasi strategia finanziaria, se ha come base oggettuale il mercato azionario, può essere valutata soltanto alla scadenza della stessa che, generalmente, viene posta molto lontana nel tempo.

Purtroppo, però, questi sono periodi di grande incertezza e volatilità in cui alla moderazione si sono sostituite strategie mordi e fuggi.

Particolare attenzione, infine, dovrebbe essere posta ai mercati azionari dei paesi emergenti. Sebbene questi possano, infatti, rappresentare un ottima opportunità, brusche frenate potrebbero essere indotte dalle autorità politiche dei paesi coinvolti che, grazie ad opportune manovre correttive, potrebbero cercare di ridurre l’inflazione di ritorno o la rivalutazione eccessiva delle proprie valute.

Nel complesso, dunque, le opportunità ci sono, e anche molto ghiotte. Lo speculatore accorto, però, dovrà saper valutare, con attenzione, tutti i fattori sopra indicati, cercando l’investimento più adatto a sé nonché conservando la pazienza dell’attesa.

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