Come investire 50.000 euro in tempi di crisi

di GianniPug Commenta

Oggi vi spieghiamo come investire considerevoli somme di denaro ottenendone il massimo beneficio pur in tempo di crisi.

La tendenza alla diversificazione di cui parlavamo spiegando come investire 10.000 euro in tempi di crisi dovrebbe essere ancora più marcata nel caso in cui la nostra disponibilità sia decisamente superiore, diciamo non inferiore ai 50.000 euro.


In un caso come questo, infatti, l’importante è cercare di incamerare i guadagni resi possibili dall’andamento medio dei mercati riducendone la volatilità.

Noi, oggi, vi proponiamo una strategia di investimento, tarata su un capitale di 50.000 euro che promette, se gestita ottimamente, un rendimento del 5% su base anna con orizzonte temporale fissato a 3 anni.

Cominciamo col dire, a mo’ di introduzione, che i maggiori guadagni che una tale investimento promette, sono possibili per la consistente presenza di titoli azionari.

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Una sostanziosa percentuale del nostro capitale, quale che esso sia, dovrebbe sempre venir investita, inizialmente, in liquidità. Grazie ai conti depositi non vincolati, infatti, si ha l’opportunità di parcheggiare alcuni fondi (sui quali, comunque, riusciremo a guadagnare il 2% su base annua) che utilizzeremo soltanto quando e se ce ne sarà bisogno reinvestendoli in strumenti finanziari di diverso tipo che, in quel preciso momento, consentono guadagni davvero molo alti.

In questo caso consigliamo di investire in liquidità il 20% dei nostri 50.000 euro.

BENI RIFUGIO

Altra strategia interessante potrebbe essere quella di investire una piccola parte del nostro capitale (il 5% in questo articolare caso) in un bene rifugio. Consigliamo il platino.

Questa scelta è dettata dal fatto che questo metallo, solitamente scambiato a valori altissimi, oggi sta vivendo una piccola fase di recessione (le cui cause sono da ricercare esclusivamente nell’instabilità dei mercati) e viene valutato a sconto. Non appena la finanza si normalizzerà anche il platino comincerà a salire vertiginosamente.

OBBLIGAZIONI

La parte più consistente del portafoglio (il 50%) dovrebbe essere destinata all’acquisto di obbligazioni. Raccomandiamo, però, l’adesione a fondi comuni di investimento (i cosiddetti ETF), piuttosto che a singoli titoli, per mediare le perdite ed i guadagni ed ottenere un rendimento non eccessivo ma crescente nel tempo.

Le scadenze più lunghe, infatti, sono tornate decisamente appetibili, rispetto al mordi e fuggi, poiché il costo del denaro, dato in vertiginosa crescita nel 2011, in realtà è fermo e, probabilmente, vi sarà una correzione al ribasso.

Dal punto di vista della durata, dunque, consigliamo di investire almeno il 20% in ETF con scadenza superiore a 5 anni e il 10% in ETF con scadenza inferiore ai 5 anni.

Dal punto di vista, invece, della tipologia di ETF prescelto, l’unica raccomandazione riguarda l’acquisto, con almeno il 20% del capitale destinato alle obbligazioni, di obbligazioni rilasciate dai paesi emergenti.

AZIONI

Per quanto riguarda le azioni, in linea generale, valgono le considerazioni fatte per le obbligazioni: ETF con scadenza a medio-lungo termine e di paesi emergenti.

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