
Nei secoli scorsi la vita del debitore era certamente molto dura. Chi contraeva debiti, e alla fine non onorava gli impegni, rischiava di mettere in pericolo la propria vita. Chi ha letto Il Mercante di Venezia, sa benissimo che il ricco usuraio ebreo Shylock, nel momento in cui accorda il prestito a Bassanio, in cambio chiede una libbra di carne di Antonio, che fa da garante al proprio amico. Oggi i tempi sono cambiati: la vita per i debitori non è semplice, ma la strada per venirne fuori può diventare praticabile e soprattutto meno dolorosa.
In Italia, a partire dal 18 gennaio 2013 il sovraindebitamento può essere una condizione superabile. Certo, la nuova procedura dettata dalla legge 212 del 2012, entrata in vigore dallo scorso dicembre, che ha integrato la legge 3 del 2012 (Salva Italia), prevede nomi tutt’altro che rassicuranti, come l’esdebitazione o fallimento dei consumatori, ma è davvero possibile chiudere con i debiti del passato e iniziare una nuova vita più felice senza conseguenze civili o penali pregiudizievoli.
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In sostanza con la nuova procedura, chi ha debiti non più sostenibili può chiudere con il passato pagando solo ciò che è nelle proprie possibilità per poi ripartire in una nuova attività senza essere schiacciati dal precedente fardello debitorio. In questo modo avviene una sorta di “fallimento ordinato”, che può essere vantaggioso anche per i creditori.
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Per accedere a questa procedura è necessario entrare in una condizione di sovraindebitamento, definito come “perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitività incapacità di adempierle regolarmente”.