Debito pubblico italiano 2012 a 1.988,36 miliardi

di GianniPug Commenta

Stamattina la Banca d’Italia ha comunicato il dato definitivo relativo all’ammontare del debito pubblico italiano nel 2012. Rispetto al record di 2.020,82 miliardi di euro registrato a novembre, è avvenuto un calo a 1.988,36 miliardi di euro

Stamattina la Banca d’Italia ha comunicato il dato definitivo relativo all’ammontare del debito pubblico italiano nel 2012. Rispetto al record di 2.020,82 miliardi di euro registrato a novembre, è avvenuto un calo a 1.988,36 miliardi di euro che è quindi anche il valore complessivo per lo scorso anno. Bankitalia fa notare che rispetto al 2011 il debito pubblico è cresciuto di circa 81 miliardi di euro. Tuttavia, l’aumento del debito deriva per oltre un terzo dal sostegno finanziario che l’Italia ha dovuto corrispondere ai paesi dell’area euro per 29,5 miliardi.

Nel triennio 2010-2012 l’Italia ha dato un contributo pari a 42,7 miliardi di euro, a causa dello scoppio della crisi dello spread che ha investito i paesi dell’area euro, in particolare quelli più deboli. Non a caso dei 42,7 miliardi di euro, ben 10 miliardi sono andati alla Grecia sotto forma di prestiti bilaterali, 5,7 miliardi è stato l’apporto nel fondo salva-stati Esm, 26,9 miliardi nel fondo temporaneo Efsf.

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Di questi 26,9 miliardi, 20,8 miliardi sono andati alla Grecia con l’avvio del secondo piano di salvataggio del paese ellenico, 3,7 miliardi al Portogallo e 2,4 miliardi all’Irlanda. Bankitalia ha poi evidenziato l’aumento delle entrate tributarie, che nel corso del 2012 sono cresciute dell’1,7% rispetto a dodici mesi prima a 409,6 miliardi di euro. A dicembre, però, le entrate sono scese a 68,985 miliardi dai 72,192 miliardi di dicembre 2011.

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La discesa sotto la soglia psicologica dei 2mila miliardi ha un valore puramente simbolico secondo il Codacons. Secondo l’associazione di tutela dei consumatori il prossimo governo dovrà occuparsi del ceto medio, bloccando l’aumento dell’Iva previsto a luglio e rivalutando gli stipendi dei dipendenti pubblici e delle pensioni sotto i 55mila euro l’anno.

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