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Il mondo degli investimenti finanziari sta diventando sempre più complesso negli ultimi anni, a causa delle continue turbolenze che hanno scosso più volte i mercati. Nel 2008 è toccato ai mutui subprime e al crack Lehman mettere in ginocchio le borse, mentre dal 2010 la crisi dei debiti sovrani della zona euro ha rischiato di mettere a repentaglio il futuro della moneta unica e quello di molti paesi della periferia europea.

Secondo le statistiche di Bankitalia, relative al 2010, le famiglie italiane hanno contratto debiti per fare la spesa. Si tratta di un dato molto preoccupante, anche perché tende ad evidenziare ancor di più come un gran numero di nuclei familiari sia decisamente in difficoltà nella quadratura dei conti a fine mese. Dall’indagine di via Nazionale emerge che ben 300mila famiglie italiane non riescono a pagare i debiti. Si tratta dell’1,2% del totale e del 5,5% di quelle indebitate.



La recessione in Italia, abbinata alla grave crisi del debito pubblico, sta costringendo i cittadini a fare I salti mortali per sbarcare il lunario, in quanto il flusso di reddito mensile non è più sufficiente a coprire le voci di costo ordinarie del bilancio familiare. Sono tempi dure per le tasche degli italiani. Secondo l’Istat, nel secondo trimestre del 2012 il potere d’acquisto delle famigllie è calato del 4,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel primo semestre l’erosione è risultata pari al 3,6%.

La crisi che imperversa attualmente in Italia può avere tante sfaccettature, non solo di carattere puramente economico ma anche sociale, intaccando o consolidando stili di vita che possono improvvisamente diventare dannosi per la salute nel lungo periodo. Il minore potere d’acquisto delle famiglie italiane, come confermato ad inizio settimana dalle statistiche dell’Istat relative al secondo trimestre dell’anno in corso, potrebbe spingere molti a fare acquisti a basso costo nel cosiddetto “junk food” (cibo “spazzatura”).

