Redditi famiglie scendono sui livelli di 27 anni fa

di GianniPug Commenta

E’ un vero e proprio allarme quello lanciato da Rete Imprese Italia sui redditi e i consumi degli italiani. Secondo quanto emerge da un recente studio, il crollo del potere d’acquisto delle famiglie italiane si è tradotto in un forte calo dei redditi

E’ un vero e proprio allarme quello lanciato da Rete Imprese Italia sui redditi e i consumi degli italiani. Secondo quanto emerge da un recente studio, il crollo del potere d’acquisto delle famiglie italiane si è tradotto in un forte calo dei redditi che sono tornati praticamenti sugli stessi livelli del 1986. Secondo Rete Imprese Italia i redditi disponibili diminuiranno ancora quest’anno, dopo il costante calo degli ultimi cinque anni. Nel 2007, ovvero l’anno di inizio della crisi economico-finanziaria, il reddito disponibile “reale” (cioè depurato dall’inflazione) era di 19.515 euro.

Nel 2011 il reddito disponibile reale pro-capite era pari a 18.216 euro, ma lo scorso anno è avvenuto un nuovo calo del 4,8% a 17.337 euro. Per quest’anno, invece, l’associazione stima un ritorno sotto i 17mila euro sui livelli più bassi degli ultimi 27 anni. Infatti, per il 2013 i redditi disponibili reali dovrebbero attestarsi a 16.955 euro.

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Secondo l’associazione il 2013 sarà un annus horribilis anche per i consumi, complice l’incremento di quasi un punto della pressione fiscale che salirà al 56,1% dal 55,2% del 2012. Al netto dell’inflazione per quest’anno è attesa una riduzione dei consumi dell’1,4%, mentre aumenterà il numero delle aziende che saranno costrette a chiudere la propria attività. Il crollo dei consumi ci riporterà indietro nel tempo sui livelli di 15 anni fa.

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Nel 2012 i consumi reali sono diminuiti del 4,4%, mentre nel periodo compreso tra il 2007 e il 2012 il calo sale al 7,7%. Il crollo dei consumi più evidente è al Centro-Sud: -8,8%. Dallo studio emerge anche che nei primi nove mesi del 2012 hanno chiuso l’attività più di 216mila imprese artigiane e dei servizi di mercato. Nel 2012 le aziende dovrebbero essere diminuite complessivamente di 100mila unità.

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