Disoccupazione record tra i laureati under 35

di GianniPug Commenta

Nel 2012 i laureati under 35 senza lavoro sono cresciuti del 28% rispetto a dodici mesi prima, sfiorando quota 200mila unità

Quante volte ci sarà stato detto che ottenere il fatidico “pezzo di carta” è fondamentale per trovare un posto di lavoro. Ebbene quello che fino a qualche anno fa era considerato come il visto necessario per l’ingresso nel mondo del lavoro, oggi sembrerebbe non essere più l’elemento fondamentale per trovare un’occupazione. Colpa della recessione, che mette in ginocchio le piccole e medie imprese e che spinge le grandi aziende a rimandare le assunzioni. Secondo le ultime rilevazioni dell’Istat, la laurea non è più il lasciapassare per il mondo del lavoro.

Studiare e specializzarsi in un mondo competitivo come quello odierno resta un elemento-chiave per ottenere successi nel mercato del lavoro, ma in Italia ci sono maggiori difficoltà a causa dell’inasprirsi di una congiuntura economica sfavorevole. Nel 2012 i laureati under 35 senza lavoro sono cresciuti del 28% rispetto a dodici mesi prima, sfiorando quota 200mila unità.

OPPORTUNITA’ DI LAVORO IN NUOVA ZELANDA 2013

Se il paragone si fa con l’anno dell’inizio della crisi, ovvero il 2008, l’aumento dei disoccupati tra i “dottori” under 35 è del 43%. Come spesso accade anche per altri indicatori macro fondamentali, nel Mezzogiono le cose vanno peggio rispetto alla media nazionale. Oggi, senza guardare all’età, in Italia ci sono più di 300mila disoccupati laureati. Ormai nemmeno più il “pezzo di carta” rende immuni i giovani dalla crisi.

MERCATO DEL LAVORO CHIUSO PER UN GIOVANE SU DUE

I posti di lavoro sono ridotti al lumicino, la domanda è ai minimi termini e i tagli al personale mettono in ginocchio soprattutto coloro che vantano un elevato livello di istruzione, come la laurea o master post-laurea. In Italia, però, i laureati sono ancora un numero molto limitato rispetto alla popolazione: nel 2011 solo il 20,3% dei 30/40-enni hanno conseguito una laurea. E’ il livello più basso tra i paesi europei.

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