Disoccupazione in Italia sale al 12,2% ai massimi dal 1977

di ND82 Commenta

Continua a crescere il tasso di disoccupazione in Italia, che a maggio ha toccato il 12,2%. Si tratta del livello più alto dal 1977. Secondo l’Istat, la disoccupazione è cresciuta dello 0,2% su base congiunturale e dell’1,8% su base tendenziale

Continua a crescere il tasso di disoccupazione in Italia, che a maggio ha toccato il 12,2%. Si tratta del livello più alto dal 1977. Secondo l’Istat, la disoccupazione è cresciuta dello 0,2% su base congiunturale e dell’1,8% su base tendenziale. A maggio il numero dei disoccupati è stato pari a 3,14 milioni di unità. Il dato si traduce in un incremento dell’1,8% rispetto al mese precedente, con un balzo dei nuovi disoccupati di 56mila unità. Rispetto a un anno prima il numero dei disoccupati è cresciuto del 18,1%.

Questo pessimo dato sul mercato del lavoro su base tendenziale si traduce in 480mila disoccupati in più nel giro di un anno. Secondo quanto diffuso dall’Istat, il numero delle persone inattive tra i 15 anni e i 64 anni è diminuito dello 0,2% rispetto a maggio, per un calo di 35mila unità. Rispetto a dodici mesi prima la flessione è pari allo 0,9%, ovvero una riduzione di 127mila unità.

A RISCHIO ALTRI 123MILA POSTI DI LAVORO NEL 2013

Il tasso di inattività si attesta al 36,1%, in calo dello 0,1% rispetto al mese precedente mentre su base annua la variazione è negativa dello 0,3%. I nuovi dati sul mercato del lavoro evidenziano una vera e propria piaga sociale che comunque non riguarda soltanto l’Italia, bensì l’intera Europa. Da Bruxelles inizia a muoversi qualcosa in tal senso, con il recente annuncio di un piano per il lavoro e i giovani disoccupati europei.

DISOCCUPAZIONE QUASI RADDOPPIATA IN 5 ANNI

In Italia il governo Letta ha così da poco annunciato il suo piano per affrontare l’emergenza-lavoro, attraverso il fondo europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile, puntando sugli sgravi fiscali fino a 18 mesi per le assunzioni di giovani under 29. Si tratta di una manovra da 1,5 miliardi di euro, che secondo l’Istat potrebbe dare lavoro almeno a 200mila giovani.

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