Interessi carte di credito revolving 2013

di ND82 Commenta

Le carte di credito revolving permettono ai consumatori di acquistare a rate. L’appeal dello strumento sarebbe molto elevato, se non fosse per gli interessi applicati dalle società emittenti

Le carte di credito revolving permettono ai consumatori di acquistare a rate. L’appeal dello strumento sarebbe molto elevato, se non fosse per gli interessi applicati dalle società emittenti. Infatti, i tassi di interesse delle “revolver” (le rivoltelle, puntate alla testa del malcapitato possessore della carta, ndr) possono raggiungere livelli clamorosi ai limiti del tasso di usura. Il paradosso è che ora qualche emittente sbandiera addirittura la discesa di qualche decimo di punto percentuale degli interessi rispetto al passato. Ma parliamo di interessi stellari, che possono sfiorare il 26%.

Per tutelarsi da questi strumenti è sufficiente restare alla larga dalle carte di credito revolving: non utilizzare le carte che consentono gli acquisti a rate! Sono comode, ma anche un vero e proprio salasso per i consumatori. Il rischio è indebitarsi e spendere più di quanto si crede, senza alcun controllo sui costi da sostenere. Nei primi 6 mesi del 2013 il Taeg medio delle carte di credito revolving è del 18,97%.

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Lo scorso anno il Taeg, ovvero il Tasso annuo effettivo globale (che comprende tutti i costi), era leggermente più alto intorno al 19,64%. Il Taeg minimo è del 9,92%, ma è l’unica eccezione che arriva dalla Carta Comnfort di Deutsche Bank. Il Taeg più elevato è quello della Amex Carta Blu: 25,92%, al limite del tasso di usura, che per le revolving è pari al 25,2% (ma il riferimento è al Tegm, che non comprende le imposte).

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Per capire quanto siano danose queste carte, facciamo un semplice esempio pratico. Supponiamo che dobbiamo spendere 1.500 euro con la carta di credito revolving, restituendo l’importo con rate da 100 euro al mese. Nel caso peggiore si restituiranno 1.749 euro, con una spesa di 250 euro al mese per 18 mesi. Per importi superiori le cose vanno ancora peggio. Intanto, alcuni emittenti hanno abolito il rilascio di queste carte, come Intesa Sanpaolo e Compass (gruppo Mediobanca), giustificando la scelta per il rischio reputazionale dell’istituto di credito.

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