Vendite di case dimezzate rispetto al 2006

di ND82 Commenta

Per capire la crisi del mattone inn Italia basta osservare il dato delle compravendite. Secondo l’Agenzia del Territorio, nel 2012 sono avvenute 448mila transazioni per la compravendita di un’abitazione

Per capire la crisi del mattone inn Italia basta osservare il dato delle compravendite. Secondo l’Agenzia del Territorio, nel 2012 sono avvenute 448mila transazioni per la compravendita di un’abitazione. Nel 2006, anno che ha visto il mercato immobiliare raggiungere il suo picco, il numero delle compravendite era stato pari a 858mila unità. A frenare gli scambi sono stati la stretta creditizia, i maggiori impegni richiesti per ottenere un mutuo e la grave condizione economica in cui versano milioni di famiglie italiane a seguito della crisi degli ultimi anni.

Oggi per comprare casa serve un’elevata disponibilità cash. Infatti, le case che si acquistano con un mutuo sono soltanto una su tre, ma nell’epoca del boom immobiliare pre-crisi la quota sfiorava la metà. Nel 2006 delle 858mila compravendite ben 407mila sono avvenute tramite erogazione di un mutuo, per una quota sul totale pari al 47,4%. Nel 2012 solo 155mila transazioni sono passate per un mutuo rispetto a un totale di 448mila.

MERCATO IMMOBILIARE TORNA AI LIVELLI DEL 1985

Ciò vuol dire che la quota mutuo è crollata al 34,7%. Al momento non ci sono segnali di ripresa per il mattone e il Belpaese non ha le capacità per risollevarsi in tempi brevi da una simile crisi, come ad esempio è avvenuto negli Stati Uniti negli ultimi anni dopo lo scoppio della bolla dei mutui subprime. Il problema principale resta proprio la difficoltà a ottenere un mutuo.

AGLI ITALIANI TORNA L’APPETITO PER IL MATTONE

Inoltre, l’introduzione dell’Imu ha avuto un impatto psicologico devastante sul mercato immobiliare italiano e ha contribuito a deprimere le compravendite e le quotazioni. Oggi per accedere al credito serve un reddito mensile e una disponibilità cash rilevante. Rispetto al 2006 mediamente le case valgono il 15% in meno, mentre la copertura del mutuo è scesa al 56,1% del prezzo dell’immobile, quando invece nel 2009 la quota toccava il 69%.

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