Come scegliere un conto deposito non vincolato

In base alla lettura preliminare di maggio 2012, il tasso di inflazione si è attestato al 3,2% su base annua. Si tratta di un dato molto importante di cui tener conto nelle proprie scelte in tema di risparmio e/o investimento. Infatti, per coprirsi dall’aumento del carovita – considerando i rendimenti quasi nulli di un conto corrente ordinario – è necessario scegliere bene il prodotto che si sposa maggiormente con le proprie esigenze di risparmio, ma soprattutto che offra la possibilità di coprire almeno il tasso di inflazione.

I conti deposito non vincolati sono tornati di attualità, anche se il rendimento è chiaramente più basso rispetto alle offerte con vincolo di tempo. Tecnicamente questi conti ppossono essere definiti come depositi a risparmio libero ai quali è pagato un interesse. I servizi offerti sono molto limitati rispetto a un conto tradizionale e si concentrano soprattutto sul prelievo e il versamento. L’apertura di questi conti può essere effettuata soltanto se si dispone di un conto ordinario di appoggio.

VANTAGGI E SVANTAGGI DEL CONTO DEPOSITO

L’obiettivo dei conti deposito non vincolati è offrire una remunerazione sul capitale. Da inizio anno questi prodotti sono diventati molto attraenti anche grazie alla minore tassazione, passata al 20% dal 27%. I conti deposito non vincolati permettono al correntista di poter entrare in possesso del proprio denaro in qualsiasi momento, senza pagare alcuna commissione o penale. Tuttavia, per il 2012 si pagherà un’imposta di bollo dell’1 per mille (minimo 34,2 euro).

TASSAZIONE CONTI DEPOSITO DECRETO MONTI

Alcune banche si accollano l’onere dell’imposta di bollo, che non è stratosferico ma per i piccoli importi può avere un impatto rilevante. Questi conti deposito non vincolati sono garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi fino a 100.000 euro in caso di fallimento della banca. A fine maggio 2012 il conto deposito non vincolato più conveniente risultava Rendimax Like di Banca ifis: deposito minimo di 1.000 euro, imposta di bollo a carico della banca e interesse netto sul capitale del 3,2% annuo.

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