Guida per scegliere un mutuo a tasso variabile

di Alessandro Bombardieri Commenta

Rispetto ai mutui a tasso fisso, i mutui a tasso variabile consentono di pagare rate convenienti, in particolare in questo periodo di forte crisi economica. Ovviamente la ripresa dell’economia potrebbe portare ad un aumento dei tassi e di conseguenza delle rate del mutuo.


Per essere più tranquilli in questo senso si può optare per un mutuo a tasso variabile con rata fissa. In questo caso il costo della rata è bloccato alla stipula del mutuo e le variazioni del tasso andranno ad incidere sulla durata del mutuo ma non sul costo della rata. La durata in questione di solito ha un limite, il mutuo in genere si può allungare di altri 10 anni. Al termine di questo periodo extra però il debito rimanente deve essere pagato in un’ unica rata.

RIMBORSO ASSICURAZIONE MUTUO

Si tratta di un’opzione che potrebbe andare bene per chi è sicuro di poter accumulare una buona somma di denaro negli anni così da essere in grado di pagare la maxi rata finale. Comunque esiste anche un’altra opzione per chi vuole evitare una rata finale di dimensioni importanti, scegliendo la cosiddetta formula del mutuo con tasso massimo, generalmente indicati come mutui variabili Cap.

In questo caso, in fase di contratto si stabilisce una quota massima di aumento oltre la quale non si potrà andare anche se i tassi del mercato dovessero aumentare. Così è garantita una rata che varia da un minimo, che può scendere coerentemente con i tagli di interesse, ma che non può salire oltre una certa soglia. In caso di aumento dei tassi, la rata potrebbe essere superiore anche a quella del tasso fisso ma non potrà mai superare la soglia massima decisa in fase di contratto.

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