Quali rischi per le gestioni assicurative dalla volatilità dello spread?

di GianniPug Commenta

L’andamento volatile dello spread, che da metà novembre 2011 si è mosso tra 575 e 250 punti base con un pericoloso saliscend in certe fasi del mercato, preoccupa le compagnie assicurative che detengono ancora una grossa fetta del debito pubblico italiano

L’andamento volatile dello spread, che da metà novembre 2011 si è mosso tra 575 e 250 punti base con un pericoloso saliscend in certe fasi del mercato, preoccupa le compagnie assicurative che detengono ancora una grossa fetta del debito pubblico italiano. Secondo gli ultimi dati dell’Ivass, a inizio 2012 il 64% delle gestioni separate risultava investito in titoli di stato italiani (in particolare in Btp). Tuttavia, questi alti e bassi dello spread hanno fornito una buona occasione per fare trading ai gestori assicurativi.

Sebbene la volatilità dello spread sia potenzialmente in grado di creare preoccupazioni e perdite in conto capitale, movimenti bruschi e irregolari dettati spesso dall’emotività possono rappresentare un’occasione per mettere fieno in cascina in vista di giorni di pioggia. Lo scorso anno i rendimenti più alti sono stati ottenuti da quelle gestioni separate che hanno comprato Btp a buon mercato nelle fasi di turbolenza o di estrema debolezza.

QUANTO HANNO RESO I PIP NEL 2012?

Dal punto di vista degli assicurati, il rischio è molto contenuto. Infatti, il ramo I, le polizze di capitalizzazione e i Pip legati a gestioni separate sono un porto franco immune dai rischi collegati alla volatilità dello spread. La particolare tecnica di gestione valorizza al costo storico gli investimenti a copertura degli impegni nei confronti degli assicurati (riserve matematiche) e considera plusvalenze/minusvalenze solo se realizzate con la vendita di titoli.

POLIZE VITA: RENDIMENTO 2012 AL 3,9%

Ad esempio se viene comprato un Btp con scadenza quinquennale a 98, ma non viene mai venduto fino alla scadenza quando sarà rimborsato a 100, la gestione separata non sarà influenzata dal valore che il mercato assegnerà al titolo durante la sua vita residua. Insomma, le gestioni separate sono immuni dalla volatilità dei mercati ed è per questo che negli ultimi anni i rendimenti sono stati sempre positivi e stabili.

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