Quanto è costato l’euro agli italiani negli ultimi 10 anni?

A gennaio 2012 l’euro ha compiuto 10 anni in un clima di forte turbolenza sui mercati finanziari. La moneta unica sembra aver fatto grossi danni soprattutto all’economia reale, con i prezzi al consumo che sono letteralmente esplosi nel giro di una decade. A fronte di un aumento dei redditi da lavoro intorno al 14%, alcuni prezzi di beni di largo consumo sono aumentati anche fino al 300% circa. Colpa dell’inflazione, ma anche di tasse e altre voci straordinarie che hanno messo a ferro e fuoco i bilanci delle famiglie.

I nostalgici della lira avranno troveranno senz’altro terreno fertile per recriminare leggendo alcuni impietosi dati sul carovita, a partire dall’introduzione della moneta unica nel sistema economico italiano. Dal 2001 ad oggi i prezzi di alcuni prodotti, in particolare generi alimentari, sono più che raddoppiati e in certi casi quasi triplicati. L’aumento maggiore è per il cono gelato: +287% dal 2001 al 2012.

Segue l’acquisto di un oggetto banale, ma comunque molto utilizzato quotidianamente, come la penna a sfera. Nel 2001 costava circa 500 lire (ovvero 0,26 euro), oggi costa 0,95 euro per un aumento del prezzo in dieci anni del 268%. Comprare poi un quadernone o un quotidiano costa oggi il doppio rispetto a dieci anni fa. L’aumento più pesante per le tasche degli italiani arriva, però, dai generi alimentari.

Il costo di un kg di spaghetti o di penne è lievitato dell’80%. Aumento più o meno simile anche per cappucino e cornetto (+77%) e cacao in polvere (+81%). Pesante è poi il rincaro delle patate: il costo è più che raddoppiato e solo nell’ultimo anno c’è stato un incremento del 18%. L’aumento più pesante nell’ultimo anno è giunto dal prezzo di un biglietto per l’autobus (+50%), che è aumento del 94% in dieci anni. Infine, per l’abbigliamento, il prezzo di un comune jeans è raddoppiato in una decade.

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