Risparmio resta priorità per le famiglie italiane

di GianniPug Commenta

Bankitalia ha fotografato la complicata situazione economico-finanziaria delle famiglie italiane, che soffrono il peggioramento della fase di recessione

Bankitalia ha fotografato la complicata situazione economico-finanziaria delle famiglie italiane, che soffrono il peggioramento della fase di recessione. Nel report degli analisti di via Nazionale, Antonio Bassanetti e Concetta Rondinelli, dal titolo “Le difficoltà di risparmio nelle valutazioni delle famiglie italiane”, emerge che i risparmiatori italiani provano ad essere ancora formiche ma trovano grosse difficoltà ad accantonare denaro per il futuro. Le famiglie italiane stanno comprendendo sempre più la necessità di aumentare la quota di reddito da destinare al risparmio.

Simili valutazioni nascono dalle attese negative per l’economia, in particolare per il mercato del lavoro. La gente è sempre più preoccupata di perdere il posto di lavoro, per cui sta cercando di risparmiare il più possibile per i mesi a venire a discapito dei consumi. Insomma, la volontà di risparmiare continua a crescere tra gli italiani per motivi strettamente legati a fini precauzionali.

QUASI 7 MILIONI DI PERSONE SONO IN DIFFICOLTA’ ECONOMICHE

Nell’ultimo quinquennio la quota delle famiglie che ritiene fondamentale risparmiare per il futuro è aumentata al 90%, mentre negli anni passati la quota si attestava al 75%. Dallo studio di Bankitalia emerge, però, che dalla seconda metà dello scorso decennio solo un numero limitato di famiglie ha effettivamente avuto la capacità di accantonare denaro per i giorni di pioggia. Nel 2010 la quota di famiglie che ritengono insufficiente il proprio reddito per risparmiare è aumentata al 65%.

REDDITI INSUFFICIENTI PER 2 FAMIGLIE SU 3

Nel 1990 questa quota era soltanto al 40%. Insomma, gli italiani avrebbero una gran voglia di risparmiare ma nella maggior parte dei casi non riescono a farlo. La situazione appare molto complicata per gli anziani, e le famiglie mono-componenti, soprattutto quelle formate da giovani che vivono in affitto e lavorano con un contratto a tempo determinato.

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