Risparmiare soldi con un contenzioso fiscale

di Filadelfo Scamporrino Commenta

Se c’è una lite in corso tra il Fisco ed il contribuente, è bene che quest’ultimo, se possibile, possa chiudere il contenzioso, ovverosia la lite, risparmiando soldi attraverso una definizione agevolata della lite stessa.

Avere problemi col Fisco molto spesso significa perdere tempo ma anche denaro per effetto dell’ammontare complessivo delle sanzioni e degli interessi che di norma chiede l’Amministrazione finanziaria dello Stato.

Di conseguenza, se c’è una lite in corso tra il Fisco ed il contribuente, è bene che quest’ultimo, se possibile, possa chiudere il contenzioso, ovverosia la lite, risparmiando soldi attraverso una definizione agevolata della lite stessa.



PAGARE MENO TASSE

Ebbene, per i contenziosi avente un controvalore fino a 20 mila euro attualmente tutto questo è possibile; si può infatti dirimere la lite entro e non oltre il 30 novembre del 2011, salvo proroghe, pagando importi “scontati”.

LE TASSE PIU’ ASSURDE

Nel dettaglio, se il contribuente ha già ottenuto per il contenzioso, sopra i 2 mila euro, un esito provvisorio favorevole, allora la lite può essere chiusa entro il 30 novembre 2011 pagando solo il 10% del valore della lite stessa; se l’organo giudiziario non si è ancora pronunciato, si può chiudere la lite pagando il 30%, mentre la percentuale sale al 50% nel caso in cui in via provvisoria l’esito sia stato invece favorevole all’Agenzia delle Entrate. Il tutto fermo restando che, in ogni caso, la lite si chiude in via agevolata pagando una quota fissa di 150 euro se il valore del contenzioso non va a superare la soglia dei duemila euro.

Lo sconto sulle liti, introdotto con il Decreto Legge numero 98 del 2011, è valido per quei contenziosi che, fino alla data dell’1 maggio del 2011, risultavano essere pendenti presso gli organi giudiziari, ovverosia la Corte di Cassazione o le Commissioni tributarie.

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