Prestiti garantiti dallo Stato, ecco qual è la situazione

di Daniele Pace Commenta

Sono in procinto di arrivare delle importanti novità per quanto riguarda gli aiuti alle imprese. Infatti, i prestiti garantiti al 100% da parte dello Stato che vengono erogati dalle banche ai soggetti privati hanno fatto un balzo da un importo pari a 25 mila euro fino ad arrivare a toccare i 30 mila euro.

Non si tratta, però, della sola novità, dal momento che ci sono state innovazioni e cambiamenti anche in riferimento al funzionamento dell’aiuto alle aziende che stanno affrontando le conseguenze negative della crisi dovuta al Coronavirus.

Prestiti garantiti dallo Stato: ecco le varie novità

All’interno del testo dedicato nel nuovo decreto legato alle imprese, ecco che è stato inserito un intervento molto importante per tutti quei prestiti garantiti completamente da parte dello Stato che le varie Pmi hanno la possibilità di chiedere alle banche. La prima novità, come detto, è lo spostamento del tetto massimo da 25 mila fino a 30 mila euro, grazie ad un accordo che è stato concluso tra maggioranza e opposizione.

Tra le altre novità di sicuro interesse troviamo il fatto che i prestiti fino a 800 mila euro, con una garanzia pubblica pari al massimo all’80%, sommata alla garanzia di Confidi per raggiungere il 100%, che si potranno restituire, ad esso, nel giro di trent’anni.

L’accesso ai prestiti garantiti al 100% da parte dello Stato prevede sempre i medesimi requisiti. La richiesta può arrivare da soggetti privati che hanno subito gli effetti della crisi legata al Covid-19, che soddisfano determinati requisiti che sono collegati con le rispettive dichiarazioni dei redditi che sono state fatte negli anni passati.

I prestiti che sono oggetto di erogazione da parte delle banche, non possono andare oltre la quota massima pari al 25% della somma dei ricavi che vengono intascati da parte del soggetto beneficiario e possono raggiungere un importo massimo pari a 30 mila euro.

Per poter capire quale sia l’importo che può essere erogato, di conseguenza, verranno utilizzati i dati che si ottengono dall’ultimo bilancio che è stato deposito, oppure dall’ultima dichiarazione fiscale che è stata presentata: al momento, quindi, quella riferita all’anno di imposta 2018, presentata nel 2019.

L’obiettivo dello Stato è anche quello di rendere decisamente più rapida l’intera procedura di erogazione del prestito da parte delle banche. Per questo motivo si è scelto di introdurre un’autocertificazione che era già richiesta ad alta voce da parte di banche, magistratura e Banca d’Italia, oltre alla sottoscrizione di un protocollo di intesa tra Sace, Ministero dell’Economia, dell’Interno e delle Finanze, in modo tale da prevenire ogni possibile infiltrazione di gruppi criminali.

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