Disoccupazione Italia ai massimi dal 1993

Il 2012 è stato l’annus horribilis per il mercato del lavoro in Italia. Secondo quanto diffuso dall’istat, complessivamente nel 2012 il tasso di disoccupazione è volato al 10,7% dall’8,4% del 2011. Si tratta del peggior dato mai registrato dall’inizio delle serie storiche sulla disoccupazione, ovvero dal 1993. Il dato è preoccupante e colpisce pesantemente soprattutto il Mezzogiorno, dopo si arriva a un picco della disoccupazione al 17,2%. Il tasso di occupazione, invece, è sceso ai minimi dal 2000 al 56,8%.

Nel 2012 è aumentato anche il numero dei lavoratori precari, alla cifra record di 2,8 milioni: di questi 2,37 milioni hanno contratti a termine, 433mila sono collaboratori. Nel corso del 2012 il tasso di disoccupazione giovanile è balzato di oltre sei punti percentuali fino al 35,3%. Nel Mezzogiorno è stato raggiunto un picco del 49,9% per le giovani donne. Il mercato del lavoro sta però peggiorando anche nel 2013.

MERCATO DEL LAVORO CHIUSO PER UN GIOVANE SU DUE

A gennaio è stato toccato un nuovo record negativo per la disoccupazione. Infatti, è avvenuto un aumento all’11,7% dall’11,3% di dicembre scorso. Toccati i massimi dal quarto trimestre del 1992, ovvero da quando è iniziata la rilevazione su base trimestrale. Su base annuale la disoccupazione è cresciuta del 2,1%. A gennaio è cresciuta anche la disoccupazione giovanile al 38,7% dal 37,1% di dicembre. Si tratta di tutti i giovani con età compresa tra 15 e 24 anni.

ISTAT: 8 MILIONI DI POVERI IN ITALIA

Federconsumatori e Adusbef lanciano l’allarme, sottolineando come “il mondo del lavoro si sta dimostrando sempre più povero di prospettive e opportunità. Peggiora la disoccupazione anche nell’area euro: a gennaio sono quasi 19 milioni i disoccupati. Nell’Ue-27 a gennaio la disoccupazione è salita al 10,8%.

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