Buoni fruttiferi postali alternativa ai conti deposito

I conti deposito vincolati sono da alcuni anni i prodotti finanziari di gran lunga più remunerativi per parcheggiare la liquiditià su un orizzonte temporale di brevissimo periodo. I Bot, ovvero i Buoni ordinari del Tesoro, hanno offerto rendimenti molto elevati solo a sprazzi, quando la speculazione internazionale ha messo sotto pressione il debito sovrano italiano. A fine novembre scorso i Bot a 6 mesi avevano raggiunto addirittura un rendimento del 6,5% lordo, ma qualche giorno fa il tasso a 12 mesi è sceso sotto l’1,7% lordo in asta.

Parcheggiare la liquidità in certificati di deposito

I principali strumenti di gestione della liquidità sono chiaramente i Bot, i conti correnti, i conti deposito vincolati, i fondi monetari, i pronti contro termine e i buoni fruttiferi postali. Tuttavia, ci sono anche altre opzioni per il risparmiatore intenzionato a diversificare maggiormente il la propria quota di portafoglio destinata alla liquidità, che solitamente aumenta nei periodi di magigore turbolenza e volatilità sui mercati finanziari e/ o quando il profilo di rischio dell’investitore è molto basso.

Parcheggio liquidità estate 2012

L’inizio dell’estate avrà senza dubbio spinto molti risparmiatori a valutare la possibilità di parcheggiare buona parte del denaro presente sul proprio conto corrente ordinario – e quindi remunerato con un tasso irrisorio – su strumenti del mercato monetario con l’obiettivo di ritrovare tra 2-3 mesi un gruzzoletto che di certo non può cambiare la vita ma quantomeno può rappresentare una piccola soddisfazione economica in un periodo in cui si è stati bersagliati da numerose imposte. Oggi le offerte migliori e più semplici da catturare sono quelle offerte dalle banche che operano sul web.

Come impiegare la liquidità durante una crisi finanziaria

Quando i mercati finanziari iniziano a mostrare segni di isterismo e iperattività, gli investitori tendono ad alzare la guardia e, al primo segnale di negatività, quasi sempre inizia un fuggi-fuggi generale che provoca un repentino crollo delle quotazioni. In questi frangenti l’investitore è quasi sempre sopraffatto dall’emotività e vende gli strumenti più rischiosi detenuti in portfolio. La seconda fase è quella della riallocazione del capitale, che viene indirizzata in maniera massiccia verso lo strumento free risk per antonomàsia: la liquidità.

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