Acconto Irpef, ecco quali sono le scadenze che devono essere rispettate

di Daniele Pace Commenta

Il prossimo 2 dicembre è la scadenza entro la quale è necessario provvedere al pagamento dell’acconto Irpef. La scadenza naturale, in realtà, sarebbe dovuta corrispondere con il 30 novembre, ma visto che tale giornata cade di sabato, ecco che si è deciso di far slittare la scadenza al lunedì successivo che, per l’appunto, è il 2 dicembre.

Acconto Irpef, la media è pari a 3080 euro

L’importo medio che è stato versato da parte di ciascun contribuente per l’acconto Irpef è pari a ben 3080 euro. È questo il risultato della ricerca svolta da Ancot, ovvero l’Associazione Nazionale Consulenti Tributari, che ha voluto mettere in evidenza anche come il mese di novembre vada anche a combaciare pure con il periodo in cui si deve provvedere al calcolo, ma anche al pagamento dei vari acconti relativi alle imposte.

Secondo l’analisi che è stata portata a termine in merito agli acconti delle imposte che sono state versate e che si riferiscono ai redditi Irpef delle dichiarazioni dei redditi del 2018 (legate quindi ai redditi effettivamente percepiti due anni fa), si possono notare dei dati molto interessanti. Ad esempio, in totale gli acconti che sono stati oggetto di versamento hanno coinvolto oltre 5 milioni di contribuenti, per una somma totale che supera i 15.6 milioni di euro. Dando un’occhiata anche all’importo medio, si può intuire come si aggiri intorno ai 3080 euro per contribuente.

La classifica delle regioni

Ebbene, al primo posto della classifica per regioni dei contribuenti che hanno sborsato di più in merito all’acconto Irpef troviamo sicuramente la provincia autonoma di Bolzano, con 4960 euro per ciascun contribuente, seguita a ruota da parte della Lombardia con ben 4180 euro. Al terzo posto si colloca, invece, la provincia autonoma di Trento, con ben 3550 euro. Agli ultimi posti di questa graduatoria troviamo, invece, sia la Basilicata che il Molise. Dati particolarmente bassi, ovvero al di sotto della soglia di 2000 euro, per Abruzzo, Sicilia, Puglia e Calabria. A superare i 3080 euro di media troviamo anche Veneto, Lazio, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Piemonte e Friuli Venezia Giulia.

Tutte queste cifre fanno riferimento alle somme che i vari contribuenti avevano l’obbligo di versare sotto forma di acconto sull’imposta dei redditi legata al 2019. Un importo che viene commisurato su base percentuale rispetto all’imposta, sempre ovviamente togliendo le ritenute e i crediti, che viene calcolata all’interno della dichiarazione dei redditi del 2018. Tutte queste somme andranno a includere pure gli acconti dell’imposta sostitutiva che sono stati versati da parte dei contribuenti ex minimi e che si riferiscono all’anno di imposta 2017.

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