Beni Amazon non reclamati a 3 euro: torna la truffa con una variante

Ci sono numerose segnalazioni oggi da prendere in considerazione, con un chiaro riferimento alla truffa dei beni Amazon non reclmati che comportano una spesa totale per gli utenti pari a soli 3 euro. In apparenza, un vero e proprio affare, come abbiamo avuto modo di valutare a suo tempo quando abbiamo trattato una truffa simile. In quel frangente, infatti, si parlava di “pacchi non reclmati“, ma la sostanza non cambia, considerando il fatto che il fine ultimo di coloro che alimentano post del genere è quello di ottenere i dati sensibili delle carte di credito in posseosso delle potenziali vittime.

Occhio ai post sui fantomatici beni Amazon non reclamati a 3 euro: si riaffacia la truffa con una variante rispetto al passato

Dunque, la variante della solita truffa è davvero minima oggi 4 gennaio. La storia dei beni Amazon non reclamati a 3 euro verte attorno ad una bugia, perché il noto store non ha mai rimesso in vendita a prezzi stracciati quei prodotti che per un motivo o per l’altro restano in magazzino dopo la transazione effettuata dagli acquirenti originali. In circostanze simili, infatti, la policy aziendale prevede che venga emesso un rimborso e per tale ragione avrebbe davvero poco senso rivendere la merce in questione a prezzi stracciati. La perdita sarebbe enorme e non giustificabile in alcun modo.

Insomma, bastano basilari principi di economia per capire che una situazione del genere non sia realistica e che dietro la storia dei beni Amazon non reclamati a 3 euro si nasconda per forza di cose una truffa. Con tanto di variante rispetto alle informazioni emerse alcuni mesi fa con le prime tracce sul web. Del resto, neppure sul sito di Amazon ci sono riferimenti ad iniziative di questo tipo. Altra prova che le informazioni fornite in questi post farlocchi siano totalmente false.

Dunque, massima attenzione qualora dovesse capitarvi davanti agli occhi un post sui beni amazon non reclamati.

La truffa dei pacchi Amazon non reclamati è uno degli inganni più diffusi sui social, basato su un mix letale di urgenza e desiderio di affari. Attraverso post sponsorizzati che utilizzano loghi contraffatti e immagini di magazzini ricolmi, i truffatori promettono l’acquisto di “scatole misteriose” piene di tecnologia a prezzi irrisori, spesso intorno ai 2 euro.

In realtà, Amazon non svende i resi tramite inserzioni casuali; i link portano a siti di phishing creati per rubare dati della carta di credito o per attivare costosi abbonamenti a insaputa dell’utente. La regola d’oro resta la prudenza: se l’offerta sembra troppo bella per essere vera, probabilmente è una trappola digitale.

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