Prezzi delle case in calo del 5% nel 2013 secondo Nomisma

di ND82 Commenta

Le stime sui prezzi delle case per l’anno in corso evidenziano ancora un probabile calo, dovuto alla recessione e alla crisi specifica del settore immobiliare. A pesare sulle quotazioni degli immobili è soprattutto la crisi del settore del credito

Le stime sui prezzi delle case per l’anno in corso evidenziano ancora un probabile calo, dovuto alla recessione e alla crisi specifica del settore immobiliare. A pesare sulle quotazioni degli immobili è soprattutto la crisi del settore del credito. Le banche stanno attuando dolorose rettifiche su crediti e accantonamenti prudenziali per effettuare una pulizia in bilancio, ma ciò comporta una minore propensione a concedere prestiti alle famiglie per l’acquisto della casa. La crisi del mattone in Italia è evidente, tanto che le compravendite di case sono ai minimi da 30 anni.

Il calo dei prezzi degli immobili non è di per sé un elemento sufficiente a riportare enfasi in un settore che al momento appare particolarmente depresso. Per il 2013 l’ufficio studi di Nomisma si aspetta un calo del 5,2% dei prezzi delle case, ma la ripartenza del settore immobiliare si avrà quasi certamente solo con il miglioramento del mercato creditizio.

Secondo quanto emerge dal rapporto Nomisma 2013 sul mercato immobiliare, il calo dei prezzi delle case proseguirà nel 2014: viene stimata una nuova flessione del 3,9%. Nelle 13 città intermedie prese in considerazione dal rapporto, nel 2012 è risultato che i prezzi degli immobili sono diminuiti del 4,2%. Oltre all’irrigidimento dei criteri di erogazione dei mutui, c’è da registrare il crescente peggioramento delle aspettative sui redditi delle famiglie, la pressione fiscale e il crollo dei livelli occupazionali.

Luca Dondi, responsabile del settore immobiliare di Nomisma, ha comunque sottolineato che “nonostante il quadro recessivo e la continua erosione del reddito disponibile, l’interesse per l’acquisto immobiliare delle famiglie italiane risulta più che doppio rispetto agli attuali livelli di attività”. Inoltre, da recenti sondaggi emerge che gli investitori italiani sono pronti a investire sul mattone nel 2013.

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