Finanziamenti meno rischiosi con il factoring

La recessione e il credit crunch continuano a mettere in difficoltà le aziende, che sono costrette a iscrivere a bilancio fatture non saldate in quanto i tempi di pagamento si sono allungati tantissimo, soprattutto quando entra in scena la Pubblica Amministrazione che ormai salda solo dopo 12 mesi. I problemi nel mercato del credito fanno crescere sempre più il factoring, che ormai conta complessivamente fino all’11% del pil. Secondo Bankitalia, nel 2011 i crediti commerciali delle imprese hanno sfiorato i 590 miliardi di euro (39% del totale attivo).

Di questa somma il factoring rappresenta il 10% del totale, proponendosi come la soluzione ideale per far fronte all’attuale crisi del credito in Italia. Lo scorso anno è avvenuto un vero e proprio boom, che ha visto il mercato del factoring crescere del 20%, mentre nel primo semestre dell’anno in corso c’è stata un’ulteriore crescita del 5,8% circa. Le regioni più attive sono soprattutto Lombardia e Lazio.

Quasi il 50% del mercato del factoring in Italia è nelle mani di Mediofactoring (Intesa SanPaolo) e di Unicredit Factoring, che generano anche utili milionari. Il factoring è in crescita anche all’estero, in quanto rappresenta un servizio molto innovativo con costi più contenuti rispetto ai finanziamenti bancari.

Tra i fattori di convenienza troviamo senza dubbio i tassi di interesse applicati dai factors, molto più bassi rispetto ai finanziamenti bancari: 4,66% per operazioni di factoring oltre i 50mila euro, 6,44% per operazioni fino a 50mila euro. Le operazioni di factoring sono anche meno rischiose, in quanto non viene valutata solo l’impresa che cede i crediti ma anche la qualità dei crediti stessi e quindi dei debitori.

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