Di nuovo attuale la truffa della busta verde: Poste Italiane non vi sta chiedendo pagamenti

Ci sono diverse segnalazioni in queste ore da parte di utenti vittime della potenziale truffa della busta verde. Già, dico “potenziale” perché fortunatamente in questo caso in tanti hanno sentito puzza di bruciato, segnalando sui social e a chi di dovere il contenuto della suddetta busta. Si tratta a tutti gli effetti di un escamotage concepito per estorcere denaro agli utenti ignari, soprattutto a coloro che hanno meno dimestichezza con questi fatti di cronaca. Il tutto, a distanza di poche ore da un altro pericolo per la nostra sicurezza, come riportato a suo tempo.

Maggiori dettagli sulla truffa della busta verde da Poste Italiane

Va immediatamente precisato che la truffa della busta verde vede Poste Italiane come classica vittima di un episodio che abbiamo riscontrato addirittura nel 2016. In quel caso, infatti, ci fu una presa di posizione pubblica ed ufficiale da parte della Polizia Postale, che utilizzò uno dei suoi canali social per diffondere una nota in merito. Cerchiamo dunque di approfondire la questione, perché stando alle segnalazioni raccolte oggi 3 luglio, pare che all’interno di questi documenti ci sia un’esplicita richiesta di pagamento per le potenziali vittime secondo Geekissimo.

In particolare, il tutto è scritto in parte in italiano, in parte in croato. Solitamente la richiesta economica è compresa tra i 180 e i 250 euro, ma la stessa Polizia Postale non esclude che l’importo possa essere superiore in alcune circostanze. Sta di fatto che, tramite l’apposito post lanciato sui social quasi dieci anni fa, sappiamo che le richieste di pagamento tramite la falsa busta verde di Poste Italiane rappresenti in tutto e per tutto un atto “non conforme al dettato normativo italiano, sia nelle forme e sia nelle notifiche e pertanto non ha alcun valore legale”.

Per farvela breve, nel caso in cui doveste ricevere la finta busta verde di Poste Italiane, sappiate che in quel momento sarete potenziali vittime di una truffa.

La truffa della “busta verde” sfrutta l’ansia dei cittadini simulando una notifica ufficiale, come atti giudiziari, multe o accertamenti fiscali. I malviventi inviano una raccomandazione fasulla cartacea o una notifica digitale che ricalca i loghi di Poste Italiane, contenente un avviso di giacenza per un presunto debito esattoriale.

Per sbloccare il documento o evitare sanzioni immediate, la vittima viene sollecitata a inquadrare un codice QR o a cliccare su un link allegato. Questi rimandi conducono a portali specchietto progettati per sottrarre i dati della carta di credito o i codici dell’home banking. Poste Italiane ricorda che le comunicazioni giudiziarie non richiedono mai pagamenti digitali immediati tramite link esterni o messaggi istantanei.

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